(Adnkronos) – Dopo lo scossone nel governo seguito alla sconfitta del sì al referendum sulla giustizia, questa mattina l’arrivo della ministra Daniela Santanchè al ministero del Turismo. Nonostante l’invito della premier Giorgia Meloni a dimettersi per “sensibilità istituzionale”, in linea con la scelta di Delmastro e Bartolozzi, Santanchè ieri ha infatti assicurato che oggi sarà regolarmente al lavoro. Al momento sono quindi confermate le riunioni e gli appuntamenti della giornata. Nessuna risposta ai cronisti che le chiedevano se si sarebbe dimessa (GUARDA IL VIDEO).
Tailleur giacca e pantaloni beige, borsetta al polso, occhiali da sole e telefonino all’orecchio, Santanchè ha tirato dritto al suo arrivo, entrando dentro il ministero e dribblando le domande.
Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia, oggi in Senato dopo la richiesta delle opposizioni di discutere la mozione di sfiducia alla ministra, “la ministra Santanchè, come tutti i ministri seguirà le indicazioni del presidente del Consiglio, ma non prendiamo lezioni da chi ha limitato i diritti degli italiani con Dpcm e per evitare il passaggio parlamentare”.
Intanto una mozione di sfiducia alla ministra Santanchè è stata depositata questa mattina alla Camera e sottoscritta da tutte le forze di opposizione. Nel testo firmato da Chiara Braga (Pd), Riccardo Ricciardi (M5s), Luana Zanella (Avs), Matteo Richetti (Azione), Maria Elena Boschi (IV) e Riccardo Magi (+Europa) si legge: “La Camera, premesso che: – l’articolo 94 della Costituzione attribuisce a ciascuna Camera il potere di revocare la fiducia mediante mozione motivata; – la responsabilità politica dei singoli ministri costituisce elemento essenziale del corretto funzionamento dell’Esecutivo e del rapporto fiduciario con il Parlamento; considerato che: – la Presidente del Consiglio dei ministri, con dichiarazione resa nel tardo pomeriggio del 24 marzo c.a. ha pubblicamente auspicato le dimissioni della Ministra del turismo Daniela Garnero Santanché; – tali dichiarazioni evidenziano il venir meno del rapporto fiduciario tra la Presidente del Consiglio e la Ministra, determinando una situazione di oggettiva incompatibilità con la permanenza in carica; – la mancata assunzione di responsabilità mediante dimissioni volontarie, a fronte di una esplicita presa di distanza del vertice dell’Esecutivo, configura una grave anomalia istituzionale; – tale situazione compromette la credibilità dell’azione di governo e arreca pregiudizio all’immagine delle istituzioni; visto l’articolo 94 della Costituzione e visto l’articolo 115 del Regolamento della Camera dei deputati, esprime la propria sfiducia alla Ministra del turismo, senatrice Daniela Garnero Santanchè, e la impegna a rassegnare le proprie dimissioni”.
La presidente del Consiglio ha parlato nella serata di ieri delle dimissioni della ministra, esprimendo “apprezzamento per la scelta del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti” e ringraziandoli “per il lavoro svolto con dedizione”, la nota di Palazzo Chigi in cui la premier, auspicava “che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal ministro del Turismo Daniela Santanchè”.
“Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni da sottosegretario alla Giustizia – ha spiegato ieri Delmastro in una nota, motivando il passo indietro -. Ho sempre combattuto la criminalità, anche con risultati concreti e importanti e pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza. Me ne assumo la responsabilità, nell’interesse della nazione, ancor prima che per l’affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il presidente del Consiglio”.
Il passo indietro del sottosegretario è arrivato all’indomani dell’esito del risultato referendario e dopo giorni di polemiche per le notizie di stampa sul caso della quota, poi ceduta, in una società intestata alla figlia 18enne di Mauro Caroccia. Caroccia, il cui nome compare nelle carte dell’inchiesta capitolina sul boss Michele Senese, sta scontando una condanna definitiva a quattro anni per intestazione fittizia di beni con l’aggravante mafiosa.
Sulla vicenda l’opposizione aveva presentato interrogazioni e chiesto che del caso si occupasse la Commissione parlamentare Antimafia: Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S alla Camera, aveva annunciato la richiesta, domani nella capigruppo della Camera, di calendarizzare la mozione di revoca degli incarichi a Delmastro, già depositata lo scorso giovedì.
Le dimissioni di Delmastro arrivano dopo una riunione che si è tenuta nel pomeriggio di ieri al ministero tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio, lo stesso Delmastro e la capo di gabinetto Bartolozzi.
Anche le dimissioni di Bartolozzi arrivano all’indomani del risultato del referendum e dopo le polemiche delle scorse settimane per le parole che la capo di gabinetto aveva pronunciato alla trasmissione ‘Il Punto’ sull’emittente siciliana Telecolor. “La cosa che i cittadini dovrebbero comprendere è che qui non c’è una guerra tra due clan, politica e magistratura. La riforma è tesa a far recuperare alla magistratura la credibilità che ha purtroppo perso, e lo dico da magistrato”, aveva detto Bartolozzi.
Del resto, “finché le cose non capitano sulla pelle, voi non avete idea di cosa voglia dire”, aveva aggiunto la capo di gabinetto di Carlo Nordio accennando all’inchiesta che la vede indagata a Roma per false comunicazioni al pm, concludendo: “Ecco, Io faccio appello a tutti i cittadini che hanno sofferto sulla propria pelle. Votate sì, ci togliamo di mezzo la magistratura che sono plotoni di esecuzione”.
