(Adnkronos) – “L’emozione è veramente indescrivibile, ho ancora addosso sulla mia pelle questa emozione grande di ieri sera, questo affetto clamoroso che tutti mi hanno regalato. Questa è la vittoria di un popolo, è la vittoria di tutti quelli che come me hanno sempre perseverato nei propri sogni e ieri si è realizzato forse uno dei sogni più belli”. Così il vincitore del Festival di Sanremo 2026, Sal Di Vinci, in conferenza stampa.
“Faccio questo bellissimo mestiere da quando avevo sette anni e continuare a perseverare tra cadute, salite ripide non è stato facile”, sottolinea. Una vittoria come rivincita: “Questa è la vittoria di tutti quelli che come me vengono dal basso”.
“Mi ha chiamato Geolier prima di entrare qui in sala stampa, e voglio condividere questo premio con lui, che viene dal popolo come me, perché la sua opera era rimasta in qualche modo incompiuta qui a Sanremo”, dice il vincitore del Festival.
E sulla musica napoletana ormai ‘sdoganata’ a Sanremo, aggiunge: “Napoli ha sempre cantato, pure senza Sanremo e la sua musica è riconosciuta in tutto il mondo. Sicuramente ci sono state grandissime difficoltà nell’arrivare qui, abbiamo fatto 13 tentativi, è andata bene nel 2009, sono trascorsi 17 anni, quindi non è andata bene, è andata benissimo. Nonostante il mare in tempesta, ho sempre cercato di portare la nave in porto”.
Parlando della moglie Paola, alla quale è dedicato il brano con cui ha vinto, ‘Per sempre sì’, Sal Da Vinci sottolinea: “Paola è stata ed è una compagna di vita importante per me. Grazie a lei sono riuscito a sopravvivere nella tana dei lupi, mi ha sempre sostenuto e incoraggiato. E’ una donna e una mamma fantastica”.
“Ci conosciamo dall’84, il primo bacio è stato a Posillipo e siamo arrivati sino a qui – dice il cantante napoletano – Non ci siamo parlati tanto, ma ci siamo guardati, e questa è la cosa più bella. Ormai ci conosciamo così tanto che siamo in simbiosi”.
Alla domanda se da vincitore parteciperà all’Eurovision Song Contest, Sal Da Vinci risponde: “La musica l’ho sempre vista come momento di grande aggregazione, pace nel mondo, e in questa manifestazione così importante l’Italia ci deve essere. Quindi, per sempre sì”. E aggiunge: “Mi sembra una cosa così grande da affrontare, un impegno così bello portare la musica italiana fuori dal nostro Paese”.
Poi, ai cronisti che gli chiedono conto di un meme social secondo cui voterebbe ‘no’ al referendum sulla giustizia, risponde: “Non ho mai dichiarato nulla su questo argomento, perché credo che ognuno fino all’ultimo momento può decidere di fare e dire quello che vuole. Non mi sono mai esposto da questo punto di vista e quindi è una fake news”.
Sal Da Vinci commenta poi all’Adnkronos la sua vittoria al Festival, sottolineando come il prestigioso riconoscimento non cambierà la sua natura di artista: “Sono e resto un operaio della musica. Questo premio non è solo mio, ma è il premio della gente, di tutti quelli che, come me, tengono a realizzare i propri sogni”.
Un trofeo che per Sal non è un riscatto personale ma una “missione” per la sua città: “Non ho rivalse da fare, non è una lotta e quindi non è una gara a chi arriva più avanti. Alla base c’è la musica, che ci culla e ci accompagna. E attraverso di essa noi portiamo avanti un concetto, un’idea, un pensiero, un messaggio”.
Il primo pensiero va a Napoli: “Porterò il trofeo a tutta la città, nessuno escluso. Io sono nato in un quartiere che si chiama La Torretta, a ridosso del lungomare. Mi piacerebbe iniziare proprio nel mio quartiere, dove vive ancora mia mamma e dove da ragazzo, insieme ai miei amici, davo calci a un pallone, anche se nel frattempo dovevo già stare sul palco a lavorare”. Infine, una riflessione personale sul suo percorso: se potesse parlare al sé stesso bambino che debuttava a sette anni, il suo consiglio sarebbe uno solo: “Gli direi di restare un eterno bambino. E io oggi mi sento ancora così”.
