(Adnkronos) – “Il governo ha ritenuto opportuno accettare l’invito dell’amministrazione americana a presenziare in qualità di Paese osservatore alla prima riunione del Board of Peace in programma giovedì a Washington. Questa è certamente una soluzione equilibrata e rispettosa dei nostri vincoli costituzionali”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, comunicando alla Camera sulla partecipazione italiana nel Board of Peace per Gaza, sottolineando che “l’assenza dell’Italia a un tavolo in cui si discute di pace, sicurezza e stabilità nel Mediterraneo sarebbe non solo politicamente incomprensibile, ma anche contraria alla lettera e allo spirito dell’articolo 11 della Costituzione, laddove sancisce il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie”.
Tajani ricorda che il governo italiano “ha sostenuto sin dall’inizio il piano di pace. Voglio essere molto chiaro: se qualcuno ritenesse che esistano oggi alternative concrete e praticabili a questo piano dimostrerebbe di non saper fare i conti con la realtà”. “Gaza è cruciale per la nostra sicurezza nazionale, anche in chiave di contrasto al terrorismo e ai flussi migratori irregolari. Ma è soprattutto una ferita aperta – ha aggiunto – che ha scosso le coscienze di tutti noi e che ha visto l’Italia in prima linea per salvare vite, alleviare le sofferenze dei civili e far tacere le armi”.
“L’Italia, per la sua storia, per la sua collocazione geografica e per il ruolo politico di primo piano che svolge nella regione, non può e non deve restare ai margini di questo processo”. “Il governo italiano continuerà a fare la sua parte. Non ci stancheremo mai di lavorare per la pace. È quello che chiede e ci chiede la grande maggioranza degli italiani. È quello che un grande Paese ha il dovere di fare”, ha aggiunto il titolare della Farnesina.
Quanto alle proteste dell’opposizione, Tajani sottolinea che “a parte gli attacchi legittimi al presidente Trump e al Board of Peace, non ho sentito una parole di proposta su cosa bisogna fare”. “Attendo un rapporto scritto dell’opposizione su quali sono le proposte per il futuro della Palestina”, ha aggiunto. “Non partecipiamo ad alcuno comitato d’affari, né scodinzoliamo vicino a Tony Blair. Non collaboro con nessuno se non con il governo di cui faccio parte”, ha affermato.
Tajani annuncia infine che “stiamo lavorando per preparare una proposta finanziaria ambiziosa e autorevole, che rappresenti la base per un nostro impegno nazionale. Vogliamo mettere a disposizione della Comunità internazionale due asset chiave: il Polo Onu di Roma e il centro umanitario delle Nazioni Unite di Brindisi”. “Insieme al Ministro degli Esteri tedesco Wadephul abbiamo lanciato una iniziativa politica in Europa con questo obiettivo. Ne parleremo con Mladenov già al prossimo Consiglio Affari Esteri – ha detto il titolare della Farnesina – Ho incaricato anche il nostro Rappresentante Permanente presso le Nazioni Unite, Ambasciatore Marrapodi, di informare costantemente i Vertici dell’Organizzazione sulle iniziative italiane. Vedrà il Segretario Generale già nei prossimi giorni”.
