(Adnkronos) – Nuovo duro colpo per il primo ministro britannico, Keir Starmer, il cui governo è nella bufera a causa della controversa nomina di Peter Mandelson – coinvolto nel caso Epstein – ad ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti. Tim Allan, direttore delle comunicazioni di Downing Street, ha annunciato le sue dimissioni, all’indomani del passo indietro del capo di gabinetto, Morgan McSweeney, che ha affermato di assumersi “piena responsabilità” per aver consigliato a Starmer la nomina di Mandelson. “Ho deciso di farmi da parte per permettere la costruzione di una nuova squadra a Downing Street. Auguro al primo ministro e al suo team ogni successo”, ha dichiarato Allan, secondo quanto riferito dai media britannici.
Mandelson, figura storica del Labour, era stato già rimosso dall’incarico a settembre, ma nelle ultime settimane lo scandalo che ha colpito l’ex ambasciatore si è intensificato a causa della pubblicazione da parte del Dipartimento di Giustizia statunitense di milioni di documenti legati al caso Epstein, nei quali sono emersi riferimenti ai legami tra Mandelson ed il finanziere morto in carcere e accusato di traffico sessuale. Allan, al fianco di Tony Blair dal 1992 al 1998 e fondatore dell’agenzia di comunicazione Portland, aveva assunto l’incarico di direttore delle Comunicazioni a Downing Street lo scorso settembre.
Con le dimissioni di Allan, salgono a quattro i direttori delle Comunicazioni che hanno lasciato Downing Street durante la premiership di Starmer: prima di lui avevano abbandonato l’incarico Matthew Doyle (marzo 2025), James Lyons (settembre 2025) e Steph Driver, dimessasi nello stesso mese dopo l’arrivo di Allan.
Il leader del partito laburista scozzese, Anas Sarwar, chiederà al primo ministro britannico Keir Starmer di dimettersi dalla carica di premier e di leader dei Labour in relazione allo scandalo Epstein. Lo riporta Sky News, spiegando che la richiesta verrà annunciata da Sarwar durante una conferenza stampa a Glascow. La Bbc nota che negli ultimi giorni esponenti di spicco del partito scozzese hanno affermato che le loro possibilità di vittoria alle elezioni di maggio sarebbero aumentate se Starmer avesse lasciato l’incarico.
Il Guardian sottolinea che Sarwar ritiene che i vari errori commessi da Starmer hanno danneggiato pesantemente il partito laburista scozzese in vista delle cruciali elezioni parlamentari scozzesi di maggio. Gli ultimi sondaggi mostrano il partito laburista al terzo posto, dietro allo Scottish National Party e al Reform Party, nonostante la vittoria alle elezioni generali del 2024.
Starmer è sotto una enorme pressione dopo le dimissioni del suo capo di gabinetto ieri e del direttore delle comunicazioni di Downing Street oggi. Downing Street però ha smentito l’ipotesi di dimissioni di Starmer, assicurando che il primo ministro è “positivo, fiducioso e determinato” . Interpellato dai giornalisti sulla possibilità che Starmer lasci l’incarico già oggi, il portavoce del primo ministro ha risposto seccamente: “No”. Ha quindi aggiunto che Starmer “resta determinato a portare avanti il lavoro” e continua a godere del “sostegno unanime” del governo. Alla domanda sullo stato d’animo del primo ministro, il portavoce ha risposto che appare “di buon umore e fiducioso”.
La polizia britannica ha fatto sapere che sta indagando sulle accuse rivolte all’ex principe Andrea di aver condiviso informazioni riservate con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein. I fatti risalgono a quando Andrea era inviato speciale del Regno Unito per il Commercio e gli Investimenti, nel 2010 e nel 2011. “Possiamo confermare di aver ricevuto questo rapporto e stiamo valutando le informazioni in linea con le nostre procedure stabilite”, ha affermato in una nota un portavoce della polizia.
L’attivista anti-monarchia Graham Smith, a capo del gruppo di pressione ‘Republic’, ha dichiarato stamattina di aver sporto denuncia alla polizia dopo le ultime mail pubblicate dal Dipartimento di Giustizia americano. Da questi documenti emerge che Andrea avrebbe condiviso con Epstein resoconti delle sue visite a Singapore, Hong Kong e Vietnam e dettagli riservati su opportunità di investimento, nonostante fosse tenuto alla riservatezza.
Le vittime – o sopravvissute, come preferiscono definirsi – del defunto finanziere condannato per reati sessuali Jeffrey Epstein hanno lanciato un appello per la pubblicazione completa dei documenti a lui legati, in un video pubblicitario diffuso in occasione del Super Bowl, l’evento televisivo di maggiore visibilità negli Stati Uniti. Nel filmato di 40 secondi, prodotto dal gruppo World Without Exploitation, le sopravvissute mostrano fotografie di sé da giovani e affermano: “Tutti meritiamo la verità”.
Il video denuncia che, nonostante l’entrata in vigore dell’”Epstein Files Transparency Act” a novembre, almeno tre milioni di file non sono ancora stati resi pubblici, e invita il pubblico a sostenere la richiesta di trasparenza verso la procuratrice generale Pam Bondi.
Il Dipartimento di Giustizia aveva il compito di rendere pubblici tutti i documenti entro dicembre, ma finora sono stati diffusi solo file parziali e con numerose omissioni. Il vice procuratore generale Todd Blanche ha difeso l’operato del Dipartimento di Giustizia, sottolineando che non esiste alcuna “copertura” di informazioni sensibili e precisando che l’ultimo rilascio, avvenuto il 30 gennaio, “segna la fine di un processo molto completo di identificazione e revisione dei document
Il principe e la principessa del Galles sono “profondamente preoccupati” per le “continue rivelazioni” che emergono dai file relativi al caso Epstein, ha riferito un portavoce di Kensington Palace a Riad, alla vigilia dell’arrivo in visita del principe William. “Posso confermare che il Principe e la Principessa sono stati profondamente preoccupati dalle continue rivelazioni. I loro pensieri restano concentrati sulle vittime”, ha dichiarato il portavoce, nel primo commento ufficiale della coppia reale sullo scandalo che sta investendo il Regno Unito, da Downing Street a Buckingham Palace.
Finora la famiglia reale si era astenuta dal commentare l’ultima, imponente pubblicazione di documenti da parte del Dipartimento di Giustizia americano, dalla quale sono nuovamente emersi i rapporti tra il defunto finanziere condannato per reati sessuali e Andrew Mountbatten-Windsor.
