(Adnkronos) – E’ morto a Roma Mario Merlino. Aveva 81 anni. Dopo avere militato in Avanguardia Nazionale, partecipando anche agli scontri di Valle Giulia del 1968, Merlino è stato tra i fondatori del Circolo anarchico 22 marzo. Indagato per i fatti collegati alla strage di piazza Fontana, fu poi assolto. Professore di storia e filosofia in un liceo romano, Merlino, lasciata la politica attiva, si è dedicato alla scrittura e al teatro. Tra le sue opere, si ricordano la cura della ristampa dei Poemi di Fresnes di Robert Brasillach, e l’autobiografico E venne Valle Giulia. 

Merlino aveva cominciato la sua militanza politica nell’Msi, entrando a 18 anni nella storica sezione di Colle Oppio. Ne usci due anni dopo, in polemica contro l’accordo tra Arturo Michelini e Giorgio Almirante – che portò Michelini a essere riconfermato segretario – per poi aderire al Centro Studi Ordine Nuovo di Pino Rauti e poco dopo ad Avanguardia Nazionale di Stefano Delle Chiaie. 

Dopo gli scontri di Valle Giulia del 1 marzo 1968, fece parte della delegazione di Avanguardia Nazionale e del Fuan-Caravella che si recò in Grecia per l’anniversario della presa del potere di colonnelli, quindi si avvicinò al mondo anarchico, senza comunque mai rinnegare la militanza nella destra radicale, prima frequentando il circolo “Bakunin” a Roma, dove c’era anche Pietro Valpreda, poi partecipando alla fondazione del Circolo 22 marzo. Un percorso che portò alcuni a tacciare Merlino di essere un infiltrato di Avanguardia Nazionale nel circuito anarchico. 

Merlino è stato condannato a quattro anni di reclusione per associazione sovversiva nell’ambito del processo per la strage di piazza Fontana nel 1979, condanna poi confermata in secondo grado nel 1981. In seguito alla riapertura del processo per l’annullamento della sentenza di Catanzaro da parte della Cassazione, è stato poi assolto dalla Corte d’assise d’appello di Bari per insufficienza di prove nel 1985 e infine definitivamente scagionato nel gennaio 1987 dalla Cassazione.