(Adnkronos) –
Scontri a Torino durante la manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, del 18 dicembre scorso. Petardi e bombe carta sono stati lanciati contro le forze dell’ordine che, in risposta, hanno effettuato un fitto lancio di lacrimogeni.
Sono 11 secondo una prima stima le forze dell’ordine rimaste ferite. Mentre il 118 ha parlato di tre persone ferite trasportate al Cto e tre all’ospedale Giovanni Bosco, senza specificare se si tratta di agenti o manifestanti. In un video choc si vede un poliziotto accerchiato da manifestanti a volto coperto e preso a calci e pugni. Nelle immagini di Torino Oggi, la cui autenticità sembrerebbe confermata, il poliziotto del reparto mobile rimasto isolato e colpito ripetutamente mentre si trova a terra.
“Quanto accaduto oggi è grave e inaccettabile”, scrive sui social il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ricordando come “uno sgombero legittimo di un immobile occupato illegalmente è stato usato come pretesto per scatenare violenze, incendi, lanci di bombe carta e aggressioni organizzate, fino a colpire un blindato della Polizia”. Per Meloni “le immagini dell’agente aggredito parlano da sole: non siamo di fronte a manifestanti, ma a soggetti che agiscono come nemici dello Stato”.
“A farne le spese sono state le Forze dell’ordine, costrette a fronteggiare una vera guerriglia urbana, e alcuni giornalisti, aggrediti mentre svolgevano il loro lavoro. A loro va la mia piena solidarietà, insieme a quella ai cittadini danneggiati, che hanno pagato il prezzo di una violenza cieca e deliberata”, aggiunge, concludendo che “questi non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta. E per questo devono essere trattate per ciò che sono, senza sconti e senza giustificazioni”.
Per contrastare la violenza e la criminalità “il Governo ha fatto la sua parte, rafforzando gli strumenti per contrastare l’impunità. Ora è fondamentale che anche la Magistratura faccia fino in fondo la propria, perché non si ripetano episodi di lassismo che in passato hanno annullato provvedimenti sacrosanti contro chi devasta le nostre città e aggredisce chi le difende”, conclude Meloni. “Difendere la legalità non è una provocazione: è un dovere. Lo Stato non arretra di fronte alla violenza di finti rivoluzionari abituati all’impunità e sta, senza ambiguità, dalla parte di chi indossa una divisa, di chi fa informazione e di chi rispetta le regole della convivenza civile”.
“Sono indignato da queste immagini che arrivano da Torino. Come si può prendere a martellate qualcuno? Per di più un poliziotto in servizio. Questi sono i figli di papà, i facinorosi e vigliacchi dei centri sociali. Mi stringo a tutte le forze dell’ordine, a chi con grande sacrificio e senso del dovere rappresenta lo Stato e le Istituzioni”, scrive in un post su X il ministro degli Esteri e leader di Fi Antonio Tajani.
Sulla stessa linea il vicepremier Matteo Salvini che parla di “immagini bestiali da Torino. Calci in faccia, pugni e sassi. In tanti contro uno. Per questa gentaglia il carcere non basta, infami vigliacchi loro e chi li protegge”.
“Quanto accaduto a Torino conferma chi sono i veri violenti e chi rappresenta l’autentico pericolo per la convivenza civile e per la nostra democrazia: gli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente anche grazie a coperture politiche ben identificabili”, dichiara il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi., secondo il quale “le immagini del vigliacco e infame pestaggio di un poliziotto da parte di questi squadristi rossi confermano l’urgenza di ricorrere a nuovi e più forti strumenti per sconfiggere i violenti e i delinquenti che si nascondono dietro i movimenti ed il diritto di manifestare. La settimana prossima sarà quella in cui discuteremo e lavoreremo per proporre nuove norme anche per questo. Sarà anche l’occasione per vedere chi sta veramente dalla parte dello Stato e di chi lo rappresenta. Con i fatti e non solo a chiacchiere. Intanto lavoreremo perché questa vile aggressione non resti impunita ed abbia la risposta che merita da parte dallo Stato. La Repubblica italiana ha già sconfitto il terrorismo e sconfiggerà anche questo movimento antagonista ormai chiaramente eversivo”.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato Piantedosi, per chiedergli di trasmettere la sua solidarietà all’agente aggredito e a tutti gli agenti delle forze dell’ordine che hanno subito violenze, si apprende dal Quirinale.
Duro anche il commento del Ministro della Difesa, Guido Crosetto. “Questi non sono manifestanti. Non sono nemmeno delinquenti. Questi si comportano da nemici, da terroristi, da guerriglieri, vogliono fare male, sono spinti dall’odio. Se avessero altre armi le userebbero. E allora vanno trattati per quello che sono, senza sconti, senza alcun tipo di attenuante. La mia totale solidarietà alle forze di polizia, costrette a subire violenza per il solo fatto di aver giurato di proteggere tutti noi. Non si possono affrontare persone che si considerano in guerra con gli Stati ed i loro servitori, trattandole come fossero manifestanti civili e pacifici. Non lo sono”, scrive sui social.
“Quelle che giungono da Torino sono immagini inqualificabili di una violenza inaccettabile. La solidarietà mia e di tutto il Partito democratico va agli agenti delle forze dell’ordine e ai giornalisti colpiti e alla città di Torino, che hanno subito un’aggressione delinquenziale da parte di frange violente organizzate e a volto coperto. La nostra condanna della violenza è, come sempre, la più ferma e auspichiamo che gli aggressori vengano individuati al più presto”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein.
“Le immagini che arrivano da Torino sono inqualificabili. Il Movimento 5 Stelle condanna con la massima fermezza le violenze e le aggressioni perpetrate ai danni delle Forze dell’ordine e della troupe Rai. Atti che nulla hanno a che vedere con il dissenso democratico e che vanno respinti senza nessuna ambiguità. Agli agenti feriti e a tutti i professionisti coinvolti va la nostra piena solidarietà”, scrive sui social, Giuseppe Conte, leader del M5s.
I disordini sono scoppiati quando il corteo è arrivato nei pressi di largo Rivella e ha girato lungo Corso Regina Margherita per raggiungere la sede di Askatasuna. A quel punto un gruppo di manifestanti a volto coperto riconducibili all’area anarchica e antagonista ha cominciato a lanciare petardi, bombe carta e fuochi d’artificio all’indirizzo delle forze dell’ordine, che hanno risposto con un fitto lancio di lacrimogeni.
Un gruppo di manifestanti a volto coperto ha raggiunto le vie laterali allo stabile sgomberato e ha continuato a lanciare contro le forze dell’ordine bombe carta, fumogeni e artifizi pirotecnici utilizzando anche tubi di metallo come mortai. Nel corso degli scontri sono stati dati alle fiamme anche alcuni cassonetti dei rifiuti. Mentre un blindato della polizia è stato bloccato nel controviale di corso Regina Margherita e ha preso fuoco dopo che alcuni manifestanti hanno lanciato contro un oggetto in fiamme. Nel tentativo di far arretrare i manifestanti le forze dell’ordine sono avanzate lungo corso Regina sia a piedi, sia utilizzando l’idrante e i lacrimogeni.
tensioni sono cominciate quando il corteo ha raggiunto corso Regina Margherita con l’intenzione di dirigersi davanti allo stabile sgomberato e presidiato dalle forze dell’ordine contro le quali sono stati lanciati bombe carta, petardi e fuochi d’artificio a cui i reparti schierati hanno risposto con lanci di lacrimogeni e idranti.
Ora, tornata la calma, nel quartiere Vanchiglia si contano i danni: insegne e cartelloni divelti, frammenti di muri danneggiati per ricavare pietre, cocci di bottiglia, piante sradicate, cassonetti dati alle fiamme, muri imbrattati, indumenti abbandonati. Sul posto, oltre alle forze dell’ordine, anche i sanitari del 118 con alcune ambulanze e i vigili del fuoco.
