(Adnkronos) – “No, decisamente non somiglio a un angelo”. Così, dopo le polemiche, Giorgia Meloni con una emoticon sorridente commenta su Facebook la notizia, lanciata da Repubblica, secondo la quale il volto di un cherubino dipinto in un affresco della Basilica di San Lorenzo in Lucina assomiglierebbe al viso della premier. Meloni ha postato anche la foto del ‘particolare’ dell’affresco che ritrarrebbe il suo viso, pubblicata on line.
“Chi lo dice (che è Giorgia Meloni ndr)?”, chiede Bruno Valentinetti, autore dell’intervento. “Ditemi chi dice che assomiglia” alla premier, continua sottolineando che “il parroco non lo ha detto”. “Per questo volto ho fatto un restauro e ho restaurato quello che c’era prima, 25 anni fa”, ha precisato.
Su indicazione del ministro Alessandro Giuli, il Soprintendente Speciale di Roma, Daniela Porro, ha intanto dato incarico ai funzionari tecnici del Mic di effettuare oggi stesso un sopralluogo. “Noi, su indicazione del ministro Giuli, verificheremo già da lunedì le carte per capire cosa è successo e se vi siano delle responsabilità”, dice Porro nel sopralluogo.
“Abbiamo verificato lo stato di conservazione di questa decorazione che, in effetti, risale all’anno 2000. Non è un bene culturale, di fatto non sarebbe nemmeno sottoposto a tutela, e poi è in una chiesa: quindi ci sono tante istituzioni interessate, il ministero della cultura, il ministero dell’Interno, il Vicariato, il Fondo edifici di culto”, prosegue.
“La Soprintendenza ha delle carte nei propri archivi”, continua la soprintendente speciale di Roma aggiungendo di aver dato incarico ai suoi funzionari “già da lunedì di fare una ricerca di archivio per vedere se vi sia una richiesta per la realizzazione di questa decorazione nell’anno 2000 e quindi con disegni, grafici o fotografie che rappresentino l’opera nel momento in cui è stata realizzata dal restauratore anche per capire se vi siano state trasformazioni rispetto al dipinto del 2000”.
“Noi abbiamo una comunicazione del 2023 in cui il rettore della chiesa scrive a tutte le istituzioni interessate che c’erano state infiltrazioni e quindi questa decorazione era ammalorata ed era necessario ripristinare il dipinto e si dichiarava che sarebbe stato ripristinato come era sia per quanto l’inconografia che per lo stile”, aggiunge Porro. Eventuali modifiche “sono ammesse” perché “parliamo di un’opera contemporanea però, siccome siamo in una chiesa, le modifiche, se ci sono state, devono essere state concordate con tutte le istituzioni interessate”, conclude.
Stamane, dopo la pubblicazione della news di Repubblica, è intanto scattata la polemica politica. ”Chiediamo che il ministro della Cultura Alessandro Giuli attivi immediatamente la Soprintendenza di Roma in merito alla notizia riportata da la Repubblica relativa al restauro della basilica di San Lorenzo in Lucina. Quanto emerso non è accettabile”,la nota con cui il Pd chiedeva l’intervento del ministro della Cultura sul caso.
“L’ipotesi che un intervento di restauro su un bene tutelato – sottolineava la capogruppo dem in commissione Cultura della Camera, Irene Manzi – possa aver prodotto un’immagine riconducibile a un volto contemporaneo rappresenta una potenziale e grave violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio, che vieta alterazioni arbitrarie, personalizzazioni e interventi non strettamente fondati su criteri scientifici e storico-artistici. Il patrimonio culturale italiano non può essere piegato a letture improprie né tantomeno trasformato attraverso operazioni che ne compromettano l’autenticità e il valore storico”.
“Indipendentemente dal fatto che si tratti del volto di Giorgia Meloni – concludeva Manzi – riteniamo indispensabile un intervento immediato della Soprintendenza, finalizzato ad accertare i fatti, verificare la regolarità degli interventi effettuati e disporre il ripristino. La tutela dei beni culturali è un dovere pubblico e una responsabilità istituzionale che non ammette ambiguità né ritardi”.
“Angelo con volto di Meloni? Per me non è problema”, parla il responsabile della basilica
A rispondere alla nota dei dem è stata Susanna Donatella Campione, senatrice di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Cultura di Palazzo Madama. “Siamo al delirio mistico, la sinistra pur di attaccare il governo chiede conto al ministro della Cultura, Alessandro Giuli di controllare come mai il volto di un affresco in un restauro nella basilica di San Lorenzo in Lucina sia somigliante a quello della premier Meloni. Una richiesta sconcertante che lascia intuire a che livello d’ossessione sia arrivata l’opposizione in Italia che vede ormai Giorgia Meloni dappertutto. Voglio sperare – recita la nota della senatrice – che la collega del Pd che ha sollecitato l’intervento di Giuli per verificare la regolarità degli interventi effettuati, non arrivi a chiedere di inserire, invocando la par condicio, nello stesso affresco anche i volti di Schlein, Bonelli, Fratoianni e Conte. Al di là delle ironie, la considerazione è un’altra. Possibile che, proprio nel giorno in cui anche l’agenzia di rating Standard and Poors premia il buon governo dell’Italia, a sinistra preferiscano contestare addirittura gli affreschi di una chiesa considerandoli filogovernativi? Evidentemente, a certa opposizione non resta che disquisire sul sesso degli angeli, anzi, sul volto”.
“Noi non conoscevamo assolutamente la questione. L’artista che ha assunto l’opera di restauro, che era anche l’autore della prima versione, non ci ha informato”, fa sapere nel frattempo il Vicariato di Roma con padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali della Diocesi, dopo la segnalazione del restauro. “Stiamo cercando di capire meglio – aggiunge padre Albanese – eravamo all’oscuro di tutto”.
Il Vicariato “si è impegnato ad approfondire la questione con il parroco monsignor Daniele Micheletti e a valutare eventuali iniziative”. “Sia la Sovrintendenza sia l’ente proprietario (Fec), oltre all’Ufficio per l’edilizia di culto del Vicariato di Roma, erano al corrente dal 2023 di un’azione di restauro ‘senza nulla modificare o aggiungere’ (dalla mail condivisa) sull’affresco in questione di recente fattura (anno 2000). Pertanto la modifica del volto del cherubino è stata un’iniziativa del decoratore non comunicata agli organismi competenti”.
