(Adnkronos) – L’Europa sta preparando delle contromisure dopo che il presidente degli Usa Donald Trump ha minacciato dazi aggiuntivi nei confronti dei Paesi europei che hanno inviato soldati in Groenlandia. Secondo quanto ha affermato il vice portavoce capo della Commissione Europea Olof Gill, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, sono in corso “intense consultazioni tra i leader dell’Ue”, “la priorità è interagire” ed “evitare una escalation” nei rapporti con gli Usa, “non” cercare lo “scontro” con Washington. Ma se i dazi minacciati dagli Usa dovessero essere effettivamente imposti, l’Ue “ha strumenti a sua disposizione ed è preparata a reagire, se necessario”, per “proteggere gli interessi” dell’Unione, ha affermato. Alla domanda se siano previsti incontri tra von der Leyen e Donald Trump a Davos, questa settimana, nel contesto del World Economic Forum, il portavoce ha risposto di non essere “al corrente di alcun incontro” programmato, il che non esclude la “possibilità” che un incontro tra i due si tenga.
Sulle relazioni transatlantiche, il presidente Antonio Costa convocherà una riunione speciale del Consiglio Europeo giovedì 22 gennaio alle 19, fanno sapere i portavoce della presidenza del Consiglio Europeo.
D’accordo con gli altri leader europei, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha detto di voler “evitare l’escalation” con gli Stati Uniti. Parlando in conferenza stampa, il capo del governo di Berlino ha anche detto di voler “cercare” di parlare con il presidente americano mercoledì, a margine del Forum economico di Davos. “Vogliamo evitare, per quanto possibile, qualsiasi escalation in questa controversia – ha affermato – Vogliamo semplicemente cercare di risolvere questo problema insieme, e il governo americano sa che potremmo anche reagire. Non voglio farlo, ma se necessario, proteggeremo ovviamente i nostri interessi europei e quelli nazionali tedeschi”.
L’Ue deve essere “pronta” ad usare “tutti gli strumenti” di cui dispone per rispondere alla minaccia degli Usa, incluso lo “strumento anticoercizione”, Aci in gergo comunitario, sottolinea a Bruxelles, a margine dell’Eurogruppo, il ministro delle Finanze francese Bruno Lescure, parlando a fianco del collega tedesco Lars Klingbeil. “Tutti e due – afferma Lescure – concordiamo sul fatto che siamo in un territorio inesplorato: non abbiamo mai visto prima un alleato, un amico da 250 anni, valutare di usare i dazi come arma geopolitica. Non ci piace l’uso dei dazi come arma e non vogliamo che siano utilizzati così. Stamani abbiamo avuto un’ottima discussione” con Klingbeil e “ovviamente troveremo il modo di discuterne con i colleghi oggi e domani”.
L’Europa, secondo Lescure, “deve fare un passo ulteriore. L’Europa deve essere forte e deve assicurarsi che le minacce che sono state formulate non si traducano in realtà. Per questo dobbiamo essere in grado di mostrare che siamo disposti a usare tutti gli strumenti che abbiamo, che siano i dazi, che siano gli accordi commerciali o lo strumento anticoercizione. Quello che vogliamo sottolineare oggi è che Francia e Germania concordano sulla volontà e sull’assoluta necessità di reagire con forza e rapidamente”, conclude.
Anche Klingbeil ha ricordato che l’Unione Europea dispone di un “ampio portafoglio di strumenti” per rispondere alla minaccia degli Usa di applicare dazi aggiuntivi sulle importazioni dai Paesi che hanno inviato militari in Groenlandia, quindi ora “tutte le opzioni devono essere preparate ed esaminate”, dopodiché “le discussioni continueranno”. “Non vogliamo una escalation”, aggiunge Klingbeil, ma, “se il presidente Donald Trump attuerà quello che ha minacciato per il primo febbraio, allora dovremo reagire. Vedremo come si muoveranno gli americani sulla questione, ma abbiamo un ampio portafoglio di strumenti e dobbiamo essere pronti a tracciare la rotta”, conclude.
“Sulla Groenlandia l’approccio giusto ad una questione così seria è con una calma discussione tra alleati”, ha detto Keir Starmer rispondendo alle domande dei giornalisti dopo aver parlato ieri al telefono con Trump al quale ha detto che “usare i dazi contro gli alleati è completamente sbagliato, non è il modo giusto di affrontare le differenze all’interno di alleanza, né è utile inserire usare gli sforzi per rafforzare la sicurezza della Groenlandia come giustificazione per pressioni economiche”.
“Una guerra commerciale non è nel nostro interesse, e quindi il mio primo obiettivo è assicurare che non avvenga, sono impegnato su questo”, ha risposto a chi gli chiedeva se vi saranno dazi agli Usa, apparentemente minimizzando questa possibilità. “Dobbiamo trovare un modo pragmatico, sostenibile di affrontare tutto questo che eviti alcune delle conseguenze che sarebbero molto gravi per il nostro Paese”, ha detto ancora il premier britannico. “Queste misure danneggiano i lavoratori britannici, il business britannico e l’economia britannica – ha detto ancora parlando dei dazi – e per questo so molto chiaro su questa questione. Una guerra commerciale non è nell’interesse di nessuno e il mio compito è sempre agire nell’interesse nazione del Regno Unito”.
Nel rispondere alle domande dei giornalisti, Starmer ha detto “di non credere che sia giusto dover scegliere tra Stati Uniti e Europa, non è una nuova posizione, questa è una posizione che abbiamo sempre tenuto, come hanno fatto i governi precedenti”.
Il premier britannico ha poi ribadito che il futuro della Groenlandia deve essere deciso solo dalla sua popolazione e dalla Danimarca. “C’e’ un principio che non può essere messo da parte, perché va al cuore di come funziona una cooperazione internazionale stabile e affidabile – ha affermato – e ogni decisione sullo status futuro della Groenlandia appartiene solo alla sua popolazione e al regno di Danimarca. Questo diritto è fondamentale e noi lo sosteniamo”.
Starmer ha poi però riconosciuto come la questione della sicurezza dell’isola artica, posta da Trump come motivo principale della sua volontà di annessione, “è una cosa importante, e lo sarà di più a causa dei cambiamenti climatici che stanno cambiando l’Artico, con rotte marine che si aprono e la competizione strategica che si intensifica. L’High North – ha concluso usando la terminologia con cui ci si riferisce anche all’Artico – richiederà maggiore attenzione, più grandi investimenti e una più forte difesa collettiva”.
Ci sarà un “sostanziale aumento” del numero dei soldati danesi in Groenlandia. Lo ha annunciato un portavoce dell’esercito danese alla Cnn, precisando che i soldati saranno dispiegati questa sera nella municipalità di Kangerlussuaq, che si trova nella zona sudoccidentale dell’isola. Del contingente farà parte anche il capo di Stato maggiore, il generale Peter Boysen
Il Cremlino sta monitorando attentamente gli sviluppi in Groenlandia, da dove stanno arrivando ”notizie allarmanti”. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov nel corso di una conferenza stampa. “Negli ultimi giorni sono arrivate molte informazioni allarmanti. Naturalmente, stiamo monitorando tutto ciò che sta accadendo molto attentamente e lo stiamo analizzando”, ha detto Peskov.
Peskov ha poi sottolineato che “se ci stacchiamo dalla valutazione del merito, dal rispetto o meno del diritto internazionale, esperti internazionali ritengono che risolvendo la questione dell’adesione della Groenlandia, Donald Trump passerà alla storia. Non solo alla storia Usa, ma alla storia mondiale”.
In una lettera indirizzata al primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, Trump è intanto tornato a ribadire che “il mondo non è sicuro se non abbiamo il controllo completo e totale della Groenlandia”. ”La Danimarca non può proteggere quella terra dalla Russia o dalla Cina, e perché mai dovrebbero avere un ‘diritto di proprietà”? Non ci sono documenti scritti, è solo che una nave è sbarcata lì centinaia di anni fa, ma anche noi avevamo navi che sbarcavano lì”, ha aggiunto il presidente americano. ”Ho fatto più per la Nato di chiunque altro dalla sua fondazione, e ora la Nato dovrebbe fare qualcosa per gli Stati Uniti”, ha sostenuto Trump.
Sulla sua piattaforma social Truth Social, ha poi scritto che “per 20 anni la Nato ha detto alla Danimarca che avrebbe dovuto rimuovere la minaccia russa dalla Groenlandia. Sfortunatamente, la Danimarca non è stata in grado di fare nulla al riguardo”. Secondo lui, “Ora è il momento, e lo faremo!”
