(Adnkronos) –
Scontri in autostrada oggi, domenica 18 gennaio, tra l’autogrill Cantagallo e l’uscita per Bologna Casalecchio tra ultras della Fiorentina e della Roma, in viaggio per raggiungere i luoghi delle trasferte delle rispettive squadre, a Bologna e a Torino. Alcune auto sono rimaste danneggiate nel corso dei tafferugli. Sono al vaglio le immagini delle videocamere per ricostruire quanto è accaduto.
Lo scontro è avvenuto tra circa 200 tifosi: sono scesi dalle proprie auto, con il volto coperto e armati di bastoni e spranghe, affrontandosi sulla corsia di emergenza dell’autostrada. Indagini in corso da parte della Questura di Bologna per identificare i responsabili. Nel territorio di Modena, la Polstrada ha già individuato alcune autovetture danneggiate dei romanisti.
A far degenerare i tafferugli potrebbe esserci stato il tentativo di sottrarre bandiere e striscioni agli avversari. In alcuni post di ambienti ultras che circolano sul web si parla (con tanto di foto) di una bandiera dei romanisti che sarebbe stata ‘rubata’ durante gli scontri di oggi.
“Quanto accaduto sull’A1, con ultras della Roma e della Fiorentina che si sono affrontati con spranghe e caschi, rappresenta un fatto di una gravità inaudita” dichiara Domenico Pianese, segretario del sindacato di Polizia Coisp. “Perché non parliamo più di violenza legata al tifo, ma di veri e propri comportamenti criminali che hanno messo a rischio la sicurezza della circolazione stradale e l’incolumità di tanti cittadini che in quel momento stavano semplicemente viaggiando sulla rete autostradale. La follia ultras si sarebbe potuta trasformare in una tragedia con feriti o morti causati da incidenti inevitabili”.
“È inaccettabile che questi delinquenti travestiti da tifosi possano continuare a sfruttare le manifestazioni sportive come terreno di scontro. Ecco perché chi si rende protagonista di episodi del genere non deve più avere la possibilità di partecipare a eventi sportivi: Daspo a vita per queste persone e, nell’immediato, divieto di trasferta per entrambe le tifoserie fino al termine del campionato. È necessario dare un segnale chiaro, forte e inequivocabile: lo Stato non deve più tollerare che la violenza di pochi metta a repentaglio la vita di migliaia di persone” conclude.
