(Adnkronos) – Le linee guida nazionali per l’alimentazione vengono aggiornate periodicamente per orientare le scelte nutrizionali sulla base dei consumi reali, della cultura e delle risorse di ciascun Paese, integrando evidenze scientifiche condivise a livello internazionale. Lo ricorda la Sinu (Società italiana di nutrizione umana), che con una nota vuole fare chiarezza sulle nuove linee guida Usa. L’edizione 2026 delle Dietary Guidelines for Americans, 2025-2030, spiega il Consiglio direttivo della società scientifica, “parte dal riconoscimento che la popolazione Usa ha abitudini alimentari poco salutari, consumando prevalentemente alimenti pronti e conservati (fino al 60% dell’energia, contro il 20% in Italia). Non a caso il 10 settembre in Usa ricorre la giornata nazionale del Tv dinner, che è un vassoio precucinato e surgelato da scaldare e mangiare davanti alla televisione, inventato negli anni ’50 e tuttora molto popolare. Inoltre, si rileva un consumo di zuccheri aggiunti elevatissimo ed è noto come le stesse preparazioni alimentari in vendita negli Stati Uniti, come ad esempio il pane in cassetta, i cereali da colazione, molti snack e dessert e alcuni tipi di yogurt, siano preparate con quantità superiori di zucchero rispetto a quelle in vendita in Europa”.
Uno degli obiettivi dichiarati delle nuove linee guida è – secondo la Sinu – “tornare a quello che viene definito cibo ‘naturale’, in una società che non ha una cultura alimentare salutare e non ha l’abitudine di cucinare”, anche attraverso una revisione della tradizionale piramide alimentare. Una “inversione” che “parte dal presupposto che la versione precedente e molto conosciuta, caratterizzata dai cereali alla base, non abbia prevenuto il peggioramento del quadro sanitario americano, che vede oltre il 70% degli adulti affetti da sovrappeso o obesità e quasi 1 adolescente americano su 3 in condizioni di prediabete”.
“L’aumento della quota proteica, con enfasi sulle fonti di origine animale, è uno dei punti chiave che differenziano la nuova edizione dalla precedente – analizzano i nutrizionisti – Le nuove linee guida suggeriscono che gli adulti consumino da 1,2 a 1,6 grammi di proteine per chilogrammo di peso corporeo al giorno, il 50-100% in più rispetto a quanto precedentemente raccomandato come apporto minimo”. Secondo la Sinu, poi, “ciò che manca nelle linee guida è chiarezza sulla qualità dei diversi alimenti proteici, soprattutto quando la maggior parte dei consumatori statunitensi consuma proteine in quantità più che sufficienti. Aumentare in modo sostanziale l’apporto proteico complessivo, senza distinguere tra le diverse fonti proteiche – avvertono gli esperti – può avere implicazioni indesiderate a lungo termine sulla salute. Le evidenze scientifiche continuano a suggerire come le proteine vegetali e il pesce siano associati a risultati di salute più favorevoli, rispetto alle diete ricche di carne rossa”.
