(Adnkronos) – Dopo quello che è successo ieri alla Camera, “Salvini e Meloni non hanno detto una parola per prendere le distanze da quanto accaduto, le persone che hanno dato vita alla rissa sono pericolose, non possono stare in Parlamento. Denuncerò colui che mi ha dato un cazzotto sullo sterno, un deputato di Fratelli d’Italia di cui non faccio il nome però. Lo farò ai miei legali, che si occuperanno di querelare tutti i responsabili”. Lo ha detto a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, il deputato M5S Leonardo Donno. “Quello che è successo è vergognoso, mi hanno offeso in tutti i modi, sono stato preso a pugni, quando ero a terra ho ricevuto dei calci. Senza gli assistenti parlamentari cosa mi avrebbe fatto Iezzi”, ha aggiunto il parlamentare intervistato da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari.
L’Ufficio di presidenza della Camera, riunito sulla rissa di ieri in Aula al momento del voto sull’autonomia, ha convocato 12 deputati coinvolti a vario titolo nei fatti. Si tratta di Enzo Amendola (Pd), Enzo Amich (FdI), Stefano Candiani (Lega), Gerolamo Cangiano (FdI), Leonardo Donno (M5S), Andrea Gnassi (Pd), Igor Iezzi (Lega), Federico Mollicone (FdI), Arturo Scotto (Pd), Claudio Michele Stefanazzi (Pd), Nicola Stumpo (Pd) e Domenico Furgiuele (Lega).
Oggi in Aula ci sono state nuove fibrillazioni, dopo la maxi rissa di ieri. Le opposizioni hanno iniziato a intonare ‘Bella ciao’ e poi scandito in coro “Fuori i fascisti dal Parlamento”. La seduta è stata sospesa dal presidente di turno Sergio Costa e riprenderà alle 15.
Questa volta sono state le dichiarazioni del vicesegretario leghista Andrea Crippa sul gesto della ‘Decima’, mimato ieri in Aula dal suo collega Domenico Furgiuele, a far scoppiare le polemiche. Un gestaccio? “Per me lo è di più cantare ‘Bella ciao’, perché il comunismo ha portato a milioni di morti. Purtroppo in questo Parlamento esistono ancora i comunisti”, le parole del numero due di Matteo Salvini stigmatizzate in Aula dal vicepresidente del M5S Riccardo Ricciardi. “Leggere queste cose è una roba che non sta in cielo né in terra. E’ una vergogna, dovresti uscire da quest’Aula e vergognarti”, ha urlato Ricciardi. Ed è scoppiato un nuovo parapiglia in Aula. I deputati di opposizione hanno iniziato a intonare ‘Bella ciao’ per poi scandire in coro “Fuori i fascisti dal Parlamento”. La seduta, ancora una volta, è stata sospesa.
Anche un deputato di Forza Italia, Luca Squeri, ha cantato ‘Bella ciao’, “perché è la canzone della libertà contro l’oppressore, nero o rosso che sia… – ha dichiarato all’Adnkronos – E’ un peccato che se ne siano impossessati impropriamente. Forza Italia non è seconda a nessuna sulla salvaguardia del valore della libertà”.
In precedenza, l’Aula della Camera aveva approvato, con 41 voti di differenza, il processo verbale nella sua versione originale sulla seduta di ieri sull’autonomia finita in rissa. La capogruppo del Pd Chiara Braga aveva fatto formale richiesta di correzione del verbale “sostituendo disordini con aggressione nei confronti del deputato Donno da parte di alcuni deputati Lega e FdI”, ma la proposta è stata respinta.
“La destra approva il processo verbale in cui non c’è scritto che il deputato Donno è stato aggredito da deputati della Lega e di Fratelli d’Italia. Una pagina buia per la nostra democrazia. Hanno sdoganato il diritto a fare a botte in Parlamento. Scrivendolo nero su bianco”, ha scritto sui social Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera
Sul processo verbale è intervenuto in Aula anche il capogruppo di Fdi alla Camera, Tommaso Foti. Rivolgendosi al vicepresidente della Camera Sergio Costa, che presiedeva la seduta di stamattina, Foti ha detto che “nel processo verbale e nello stenografico non risulta che il deputato Pietrella è stato colpito dal relatore di minoranza con una stampella e non risulta che l’onorevole Stumpo ha lanciato una sedia verso questi banchi. Giustamente, ci sono le immagini e si procederà coi filmati prossimamente. Io non ho contestato che nel processo verbale non ci fosse questo perché ricordo perfettamente che lei ha sospeso la seduta”. Foti ha poi parlato con i cronisti in Transatlantico, sottolineando che gli uffici della Camera “hanno il dovere di fare un’istruttoria dettagliata” su quanto accaduto “perché gli episodi sono diversi e tutti censurabili”.