(Adnkronos) – L’Iran ha confermato la morte dell’ayatollah Ali Khamenei nell’attacco di ieri condotto da Stato Uniti e Israele. L’annuncio ufficiale è arrivato alle 5 ora locale – le 2.30 in Italia – mentre venivano trasmesse immagini d’archivio con lo schermo listato a lutto. La televisione di Stato iraniana ha annunciato un periodo di lutto di 40 giorni e sette giorni festivi.
L’agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna ha confermato anche la morte del capo di Stato maggiore delle Forze armate, Abdul Rahim Mousavi, e del ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh. Uccisi anche consigliere per la sicurezza di Ali Khamenei, Ali Shamkhani, e del comandante in capo dei Pasdaran, Mohammad Pakpour.
E oggi, ha annunciato il capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, Ali Larijani, inizierà il processo di transizione per la successione alla Guida suprema. A guidarlo saranno il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e due alti funzionari, ha confermato Ali Larijani.
Dopo l’attacco, i Pasdaran hanno minacciato “l’offensiva più feroce della storia” contro Stati Uniti e Israele. Immediata la replica di Donald Trump che in un post su Truth avverte: “L’Iran ha appena dichiarato che oggi colpirà molto duramente, più duramente di quanto abbia mai fatto prima. È meglio che non lo facciano, però, perché se lo faranno, li colpiremo con una forza che non è mai stata vista prima”.
Per il post Khamenei “ci sono alcuni buoni candidati”, ha detto Trump parlando con la Cbs ma senza fornire ulteriori dettagli. All’emittente americana, con cui ha parlato nella notte, il presidente ha anche detto che dopo la morte della guida suprema iraniana una soluzione diplomatica potrebbe essere più facile. “Molto più facile adesso di quanto ovviamente non fosse un giorno fa, perché stanno subendo una brutta sconfitta”, ha affermato Trump, che ha definito quello di ieri “un grande giorno per questo Paese, un grande giorno per il mondo”.
Intanto, dopo gli attacchi di ieri, nuove esplosioni si sono udite questa mattina a Dubai, Doha e Manama per il lancio di missili dall’Iran. Lo riferiscono testimonianze locali.
Centinaia di iracheni hanno inoltre tentato di assaltare la super blindata Zona verde a Baghdad, dove si trova l’ambasciata americana, in segno di protesta. Lo ha riferito l’Afp, con una fonte della sicurezza che ha detto che “i tentativi sono stati respinti finora, ma continuano a provarci”.
Intanto oggi di nuovo sono state sentite esplosioni nei pressi dell’aeroporto di Erbil, nel nord dell’Iraq, dove si trova una base che ospita soldati della coalizione a guida Usa.
Sirene dell’allarme aereo a Gerusalemme, Tel Aviv e in altre località centrali di Israele. Le sirene “hanno suonato in diverse regioni del Paese, dopo l’identificazione di missili lanciati dall’Iran verso Israele”, ha dichiarato l’esercito, assicurando che “l’aviazione interviene per intercettare e colpire le minacce, quando necessario, al fine di eliminarle”.
