(Adnkronos) – Due casi di cancro su 100 si registrano nei bambini e “in circa un terzo” dei tumori che insorgono in età pediatrica “la radioterapia è una tappa fondamentale. Una percentuale che racconta quanto questa disciplina sia centrale anche nei più piccoli, dove la sfida non è soltanto colpire il tumore, ma farlo proteggendo un organismo in crescita e un futuro ancora tutto da costruire”. Lo sottolineano gli esperti dell’Airo, Associazione italiana di radioterapia oncologica clinica, in vista della Giornata mondiale cancro infantile in calendario domenica 15 febbraio. “Curare un bambino significa assumersi una responsabilità doppia, che è quella di essere estremamente precisi oggi per garantire la qualità di vita di domani – afferma il presidente di Airo, Stefano Pergolizzi – perché nei pazienti pediatrici ogni scelta tecnica deve tenere conto dello sviluppo, della crescita e degli effetti a lungo termine”. 

I tumori pediatrici rappresentano circa il 2% di tutti i tumori, ma richiedono competenze dedicate e centri altamente specializzati, spiega l’Airo. La radioterapia può essere indicata quando il tumore non è completamente operabile, per eliminare eventuali cellule residue dopo chirurgia o chemioterapia, come trattamento locale principale o per alleviare sintomi come dolore o difficoltà motorie. La radioterapia moderna consente di modellare i fasci con estrema accuratezza, proteggendo il più possibile i tessuti sani, particolarmente delicati in un organismo in crescita. L’obiettivo non è solo l’efficacia clinica, ma il miglior equilibrio tra sicurezza e tutela dello sviluppo futuro.  

Entrare in un reparto di radioterapia significa trovarsi in ambienti altamente tecnologici, con bunker schermati e macchinari complessi, evidenziano gli specialisti. Per un bambino può essere un’esperienza spaventosa. Per questo, negli ultimi anni, molti centri hanno investito nell’umanizzazione degli spazi: murales, colori, personaggi, ambienti più accoglienti e spazi gioco dedicati. Non si tratta di semplici decorazioni: ridurre ansia e paura migliora l’esperienza di cura e favorisce la collaborazione durante il trattamento, con effetti positivi anche sulla qualità della terapia. “L’umanizzazione non è un dettaglio estetico, ma parte integrante del percorso terapeutico – precisa Camilla Satragno, membro Airo Giovani – perché l’ambiente in cui un bambino viene curato influisce direttamente sulla sua capacità di affrontare il trattamento. Ridurre ansia e paura significa migliorare la collaborazione, limitare il ricorso alla sedazione quando possibile e garantire condizioni ottimali per una terapia che richiede immobilità e precisione. Tecnologia e relazione non sono elementi separati: funzionano davvero solo quando procedono insieme”. 

Prima di iniziare la radioterapia le famiglie incontrano l’équipe composta da radioterapisti oncologi, tecnici, fisici medici, infermieri, psicologi e volontari, illustra l’Airo. Si spiegano i passaggi con parole semplici, si mostrano gli ambienti, si effettuano simulazioni. Il trattamento viene anticipato, raccontato, ‘giocato’, per trasformare qualcosa di ignoto in qualcosa di comprensibile. Quando necessario si può ricorrere a una leggera sedazione, ma spesso bastano tempo, spiegazioni e relazione per rendere affrontabile ciò che appare spaventoso. “Dietro ogni seduta non c’è solo un tumore da colpire – rimarca Satragno – ma un bambino con il suo futuro da proteggere e per questo la preparazione è parte integrante della terapia. Mostrare gli ambienti, spiegare con parole semplici, simulare il trattamento, costruire piccoli rituali non sono passaggi accessori. Servono a trasformare la paura in comprensione e a costruire fiducia, perché quando il bambino si sente coinvolto e rassicurato la collaborazione migliora e spesso si riesce ad affrontare il trattamento senza ricorrere alla sedazione. La tecnologia è fondamentale, ma è la relazione che permette di utilizzarla al meglio, in sicurezza e con serenità”. 

Il percorso non si conclude con l’ultima seduta, puntualizzano gli esperti. I piccoli pazienti vengono seguiti nel tempo, con controlli regolari insieme ai pediatri e agli specialisti, per monitorare crescita e sviluppo. Perché nella radioterapia pediatrica l’obiettivo non è solo guarire, ma permettere a quel bambino di tornare alla scuola, allo sport, alle amicizie e ai sogni. Nella giornata dedicata alla consapevolezza sui tumori infantili, il messaggio di Airo è che la tecnologia più avanzata ha senso solo se resta al servizio della persona.