(Adnkronos) –
Tentato rapimento di una bambina a Roma. Una donna non identificata si è presentata nella scuola dell’infanzia comunale ‘Guglielmo Oberdan’ di Largo Ravizza nel quartiere Monteverde, a metà mattina di mercoledì scorso, dicendo al personale scolastico di essere una baby sitter e di dover prendere una bambina di 3 anni. Le insegnanti hanno subito avvisato i genitori della piccola che però hanno dichiarato di non aver incaricato nessuno di andarla a prendere a scuola. A quel punto la scuola ha avvisato la polizia e i genitori si sono recati nella struttura ma nel frattempo la donna si era allontanata. Madre e padre hanno sporto denuncia e la polizia ha avviato le indagini. 

“Siamo in contatto con le forze dell’ordine e con loro stiamo monitorando la questione. Ho saputo del tentativo di rapimento avvenuto alla scuola dell’infanzia Oberdan, che sarebbe avvenuto ieri. Un tentativo peraltro denunciato dal personale scolastico. È la prima volta che capita” una cosa del genere. Così all’Adnkronos il presidente del Municipio XII di Roma Capitale Elio Tomassetti. 

Dopo il caso, la polizia sta sensibilizzando i presidi e il personale scolastico delle scuole di zona affinché intensifichino la vigilanza con particolare riguardo alla verifica delle deleghe al ritiro dei minori e affinché segnali con urgenza ogni ulteriore evento simile o presenza sospetta. 

Sul caso interviene anche il capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina Fabrizio Santori, che parla di due tentativi in due distinte scuole dell’infanzia nel quartiere Monteverde: “Quanto accaduto nelle scuole dell’infanzia Oberdan e Lola Di Stefano, nel quartiere Monteverde, è gravissimo: due tentativi di rapimento, sventati grazie alla prontezza delle insegnanti e del personale scolastico. In entrambi i casi una donna avrebbe tentato di farsi affidare i bambini, allontanandosi solo dopo i chiarimenti e le verifiche richiesti dalle maestre. Questi fatti destano forte preoccupazione”. 

“Ringraziamo la Polizia di Stato per l’immediato intervento e l’attivazione delle verifiche finalizzate a identificare i responsabili. L’efficienza delle forze dell’ordine e la professionalità del personale scolastico hanno evitato il peggio. Invitiamo tutti alla massima attenzione – prosegue Santori – e chiediamo al Campidoglio di mettere subito a disposizione le immagini delle telecamere, rafforzare la sorveglianza negli orari di ingresso e uscita degli alunni e garantire notizie tempestive alle famiglie. È inoltre necessario verificare se episodi analoghi si siano verificati in altre scuole del territorio. Aumentare i livelli di sicurezza negli istituti scolastici è una priorità assoluta”.  

Sul fatto è intervenuto, con una nota, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara: “Mi congratulo con le insegnanti per la prontezza e il grande senso di responsabilità dimostrati in occasione del tentato rapimento. La normativa vigente esclude la possibilità di uscita autonoma in particolare per i bambini frequentanti le scuole dell’infanzia che vanno sempre riconsegnati ai genitori o a chi è da questi delegato. Bene hanno fatto anche le dirigenti delle contigue scuole statali a ricordare a docenti e famiglie le regole vigenti. È importante accertare ora i responsabili del gravissimo atto e le sue motivazioni”.  

 

Nelle chat del quartiere Monteverde i messaggi, scambiati fra le maestre, fanno trapelare la preoccupazione e ricostruiscono quanto sarebbe accaduto. Una donna straniera sarebbe entrata in una delle classi dicendo di dover prelevare una bambina, mostrando anche la foto della bimba dal suo smartphone. A quel punto, una maestra si sarebbe insospettita e avrebbe chiesto alla piccola se conoscesse la donna: al no della bambina, la donna sarebbe andata via: a quel punto la maestra ha chiamato prima i genitori e poi la polizia, fornendo alle forze dell’ordine un identikit. 

La nonna della bambina poi avrebbe raccontato alle forze dell’ordine che in precedenza quella stessa donna, riconosciuta dall’identikit fornito dalla maestra, aveva avvicinato lei e la nipote, facendo i complimenti su quanto fosse carina la piccola e chiedendone il nome.