(Adnkronos) – Bandiere a mezz’asta in Senato, Colosseo illuminato dalle 18,30 e momenti di silenzio nelle scuole. Oggi, 27 gennaio, Giorno della Memoria, si commemora il giorno in cui nel 1945 venne liberato il campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz-Birkenau.
Al Quirinale il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. ha parlato di “orrore che non ha mai fine”.
Presente la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e altri esponenti del governo, tra cui il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, quello della Cultura Alessandro Giuli, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e il titolare dello Sport, Andrea Abodi.
“Abbiamo appena ascoltato le storie tragiche -particolarmente atroci – di due piccoli italiani, Sergio ed Elena. Tutte le violenze sono inaccettabili, spregevoli, ma quelle contro i bambini, in ogni parte del mondo, addolorano, scuotono le coscienze e le interpellano ancora più in profondità. Ogni volta che ci accostiamo al tema della Giornata della Memoria, ogni volta che assistiamo alla rievocazione di quell’inferno sulla terra, ogni volta che sentiamo narrare le storie delle vittime e dei loro aguzzini, veniamo colti, nonostante i tanti decenni che ormai ci separano, da quella tragica catena di mostruosità, da angoscioso sbigottimento. Come se quella discesa dolorosa -ricordata, studiata, analizzata- al punto più oscuro della storia dell’uomo, riservasse sempre la scoperta di nuovi episodi, di nuove pagine, di un orrore che sembra non avere mai fine. Perché, in realtà, non ha mai fine”, ha affermato il presidente della Repubblica.
Mattarella ha poi rinnovato alla “senatrice Segre la riconoscenza della Repubblica per la sua preziosa testimonianza degli orrori vissuti e per il suo messaggio, sempre contrassegnato dal rigetto dell’odio, della vendetta, della violenza. Cara senatrice, in questa occasione solenne desidero esprimerle, a nome della Repubblica, la solidarietà, la stima e l’affetto a fronte di attacchi colmi, a un tempo, di volgarità e di imbecillità”. “Volgarità e imbecillità: come lo sono da sempre le manifestazioni di razzismo e di antisemitismo, del resto configurati dalla legge come reati. Volgarità e imbecillità -ha aggiunto il Capo dello Stato- che non ne riducono la gravità: il loro riproporsi e diffondersi è indice di alta pericolosità e interpella una azione rigorosa da parte delle autorità di tutta l’Unione Europea”.
“Il 27 gennaio di ottantuno anni fa, con l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, il mondo ha visto con i suoi occhi l’abisso della Shoah. Da quel momento, tutto è cambiato”. Lo dichiara la premier Giorgia Meloni, in occasione del Giorno della Memoria. “La più grande macchina di morte concepita nella storia dell’umanità – rimarca Meloni – mostrava a tutti la sua ferocia, la sua sistematicità, il suo disegno diabolico. Milioni di persone strappate dalle loro case e uccise nei campi di sterminio, solo perché di religione ebraica. Un piano congegnato e messo in atto per cancellare dall’Europa ogni traccia della presenza, millenaria e feconda, degli ebrei e delle comunità ebraiche”.
“Nel Giorno della Memoria ricordiamo i nomi e i cognomi delle vittime e rinnoviamo la memoria di ciò che è successo, anche attraverso la preziosa testimonianza dei sopravvissuti e dei loro discendenti. Oggi celebriamo i Giusti di ogni Nazione, che non esitarono a mettere a rischio la loro vita per opporsi al disegno nazista e salvare vite innocenti. In questa giornata torniamo a condannare la complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti, nelle deportazioni. Una pagina buia della storia italiana, sigillata dall’ignominia delle leggi razziali del 1938”, prosegue la presidente del Consiglio.
“Purtroppo, – continua Meloni – a distanza di molti anni, l’antisemitismo non è stato ancora definitivamente sconfitto. È un morbo che è tornato a diffondersi, con forme nuove e virulente. Oggi ribadiamo il nostro impegno per prevenire e combattere ogni declinazione di questa piaga, che avvelena le nostre società e ha l’obiettivo di demolire i principi di libertà e rispetto che sono alla base della coesione sociale”.
“L’orrore della Shoah ha segnato indelebilmente la nostra civiltà. Ricordare significa tenere viva la Memoria e rafforzare una risposta che è innanzitutto civile e culturale contro ogni pulsione antisemita. Un’Europa forte e unita rappresenta l’antidoto a quelle atrocità, a difesa della dignità umana”, così il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, ed esponente di Forza Italia, Gilberto Pichetto.
Su X il messaggio della ministra del Turismo e del il ministro dell’Interno. Daniela Santanchè scrive: “Oggi è il giorno della memoria. Ma ogni giorno è giusto per ricordare il genocidio degli ebrei. Non permettiamo che il ricordo svanisca”), mentre Matteo Piantedosi: “Il 27 gennaio non è una data che appartiene solo al passato. Ricordare la Shoah, l’abisso dei campi di sterminio e la vergogna delle leggi razziali non è un rito formale, né una stanca consuetudine istituzionale. Onorare le memoria di tutte le vittime della barbarie nazifascista è oggi più che mai fondamentale, non solo per contrastare ogni tentativo di riscrivere la storia, ma anche per combattere un nemico più subdolo e insidioso: l’indifferenza che permette al male di radicarsi”.
“Nel nostro Paese – prosegue il ministro dell’Interno – non potrà mai esserci spazio per la violenza e l’antisemitismo. Per questo è necessario dare nuovo slancio all’impegno di Istituzioni e società civile nel contrastare i reati d’odio, fronteggiare l’intolleranza e preservare il tessuto sano della nostra società. Mi appello alle giovani generazioni: la Memoria è l’antidoto più forte per difendere e proseguire nella costruzione di quel futuro di pace e coesione che abbiamo ereditato grazie al sacrificio di tutti coloro che hanno combattuto contro regimi e totalitarismi, a costo della propria vita”.
“Fare memoria non vuol dire solo ricordare: vuol dire coltivare l’impegno quotidiano perché ciò che è accaduto non accada più. La memoria dell’Olocausto, il momento più buio della storia umana, è consapevolezza di ciò che ha portato all’assassinio sistematico e pianificato di oltre 6 milioni di ebrei cancellando intere generazioni, e di altre comunità che i nazifascisti e chi ha collaborato con loro ritenevano inferiori, di rom e sinti, di persone con disabilità e omosessuali, di oppositori politici. Uno sterminio perpetrato negando la loro stessa umanità. La Giornata della memoria è stata istituita per ricordare l’Olocausto, le leggi razziali, la resistenza di chi si è opposto all’orrore”. Lo dice Elly Schlein.
“Per questo la memoria deve chiamare tutte e tutti a una costante e attiva vigilanza per estirpare le radici dell’odio dalle nostre società, a una concreta opera di costruzione quotidiana di una società fatta di rispetto per l’altro, di eguaglianza, di giustizia e libertà, di contrasto di ogni revisionismo e di ogni discriminazione, a partire dai rigurgiti antisemiti. Su questo non ci stancheremo mai di tenere alta l’attenzione. Perché se ciò è accaduto, nessuno può esser certo che non accada di nuovo, e abbiamo il dovere di imparare dalla storia e dalla memoria”, conclude la segretaria del Pd.
