(Adnkronos) –
È ancora mistero sulla morte di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, decedute a Campobasso tra il 27 e il 28 dicembre a poche ore di distanza l’una dall’altra, dopo una lunga agonia per sospetta malattia a trasmissione alimentare (Mta). “Due persone sane, senza patologie rilevanti, morte in tempi diversi dopo un evento compatibile con qualcosa di ingerito” è emerso dalle autopsie eseguite il 31 dicembre scorso. Dopo quasi due settimane dai fatti, però, non è possibile stabilire quale alimento o sostanza abbia causato l’intossicazione di madre e figlia, ma secondo il medico legale Marco Di Paolo, consulente della difesa e della famiglia Di Vita, sono due le principali ipotesi: “l’ingestione involontaria di una sostanza tossica oppure una tossina prodotta da batteri patogeni. Esclusi l’epatite fulminante e il botulismo. Unica certezza – ha confermato il medico all’Adnkronos Salute – madre e figlia hanno sofferto per un vomito incoercibile, fino a 30 episodi in una sola notte, una condizione che ha provocato una grave disidratazione e un danno multiorgano”. 

Al momento non si conoscono i risultati delle analisi tossicologiche e microbiologiche sulle vittime, si sa invece che gli stessi test effettuati allo Spallanzani su Giovanni Di Vita, padre e marito delle vittime, sono risultati negativi. Di Vita, 55 anni, era stato trasferito all’Inmi Spallanzani in gravi condizioni e ricoverato in rianimazione, dopo i primi giorni le sue condizioni sono migliorate e oggi ha lasciato l’ospedale. Sabato 3 gennaio era stata dimessa l’altra figlia più grande anche lei ricoverata per precauzione ma senza sintomi. 

Anche dall’Istituto Zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e del Molise ‘G. Caporale’, gli esperti sono in attesa del via libera della Procura di Campobasso per procedere con le analisi di 19 tipologie di alimenti da giorni congelati nei laboratori: tra cui polenta con funghi, conserve, olive, barattoli con prodotti sotto aceto e sotto olio. “Al momento siamo fermi, le analisi non sono ancora iniziate, impossibile stabilire la causa della morte” apprende l’Adnkronos Salute dall’Izs. L’elenco degli alimenti trovati nel frigorifero della famiglia Di Vita – secondo l’Azienda sanitaria regione Molise (Asrem) – comprende vongole, cozze, seppie, baccalà e funghi champignon di “tipo certificato e comunemente in commercio”, cibi al vaglio degli inquirenti. 

La Procura ha secretato tutta la documentazione, compresi i referti dell’ospedale A.Cardarelli, dove madre e figlia si sono recate due volte prima di essere rimandate a casa. Dal 29 dicembre risultano indagati cinque sanitari. I reati ipotizzati sono relativi a omicidio colposo, lesioni personali colpose e responsabilità colposa in ambito sanitario. Tra loro anche due medici venezuelani, in servizio al Pronto soccorso negli orari in cui per due volte madre e figlia sono state rimandate a casa senza ricovero. La morte delle due dopo il terzo accesso al Pronto Soccorso.