(Adnkronos) – Più di 40 morti, oltre 100 feriti. E’ strage di ragazzi a Crans-Montana, in Svizzera, dove la festa di Capodanno si è trasformata in un inferno di fuoco nel devastante incendio all’interno del bar Le Constellation. Un bilancio “terribile”, che “potrebbe aggravarsi”, ha detto stamani ai microfoni di Rtl France il consigliere di Stato responsabile della sicurezza locale Stéphane Ganzer, parlando feriti “tra gli 80 e i 100” in “condizioni di estrema emergenza. Si tratta di un bilancio non definitivo poiché sappiamo che quando ustioni di terzo grado interessano circa il 15% della superficie corporea, nelle ore e nei giorni successivi sussiste il rischio di morte poiché la sepsi può diffondersi in tutto l’organismo”. 

Mentre le autorità hanno escluso il dolo e si indaga sul rispetto delle norme di sicurezza e la presenza di uscite di emergenza, alcuni video girati dai sopravvissuti all’interno del locale la notte della tragedia sembrano fare intanto ulteriore chiarezza sull’origine del rogo nel quale sono rimasti gravemente feriti anche alcuni ragazzi italiani, mentre altri risultano tuttora dispersi. 

Ancora in corso l’identificazione dei corpi, ha intanto dichiarato stamani un portavoce della polizia: il lavoro potrebbe protrarsi per giorni, ha spiegato a Keystone-Ats, un lavoro molto difficile dato l’elevato numero di vittime. 

L’attenzione al momento è rivolta alle famiglie. “Vogliamo procedere il più rapidamente possibile”, ha continuato il portavoce, affinché l’attesa per queste persone finisca al più presto possibile. Nel frattempo, le autorità sono in stretto contatto con i famigliari che ricevono assistenza psicologica. 

Intervistato dalla radio svizzera Rts, anche il consigliere di Stato Mathias Reynard ha sottolineato che l’identificazione delle vittime richiederà ancora tempo, mentre la situazione negli ospedali rimane molto tesa. “Diverse persone che erano in ferie sono venute a lavorare per aiutare i colleghi”, ha osservato, ringraziando “cittadini e giovani che hanno salvato vite umane”. Reynard non ha voluto fornire ulteriori dettagli sulle cause della tragedia. 

Intanto la Francia, su richiesta della Svizzera, accoglierà altri otto feriti oltre ai tre pazienti già ricoverati in ospedali francesi, ha confermato un portavoce del ministero degli Esteri su Bfmtv. Ci sono state richieste “riguardo posti letto per ricoveri pediatrici – ha detto il portavoce Pascal Confavreux -. Stiamo valutando come accoglierli nei nostri ospedali”. 

“Per arrivare all’identificazione di tutte le vittime ci vorranno almeno 5-6 giorni. Ci sono delle procedure – appena il luogo sarà ispezionabile – che vengono messe in atto per accertarne l’identità”. Così all’Adnkronos Salute Matteo Scopetti, professore associato Medicina legale Università Sapienza di Roma e dirigente medico dell’Aou S.Andrea di Roma.  

“Quello che è accaduto in Svizzera è un mass disaster (o disastro di massa) – prosegue – che può essere causato da eventi naturali, penso ad un terremoto, o indotti dall’uomo” come nel caso della strage del locale di Crans-Montana “questi eventi hanno delle caratteristiche molto precise e spesso per l’entità, come accaduto in Svizzera, coinvolgono sanitari di più paesi che possono aiutare e collaborare insieme. Sul luogo della strage operano team di specialisti Dvi (Disaster victim identification) che hanno il compito di identificare i corpi carbonizzati o interessati dall’esplosione – precisa Scopetti – Il primo step è l’ispezione esterna del cadavere, se ci sono elementi di identificazione, se il corpo è integro, se ci sono delle caratteristiche deboli (come il colore degli occhi o tatuaggi) e altre più forti (come la dentatura e le impronte digitali). Per finire poi nei casi più difficile con l’analisi del Dna. Non è un lavoro facile e veloce, io ho partecipato ai soccorsi e al team Dvi per il terremoto di Amatrice, servono diversi giorni per arrivare ai primi risultati”.  

“Tra i vari approcci – prosegue – c’è un sistema di identificazione che integrata le informazioni ‘ante mortem’ e ‘post mortem’. Il medico legale che approccia all’esame del cadavere deve lavorare in sintonia con gli organi di polizia a cui arrivano le informazioni legate alle denunce di scomparsa dei familiari, testimonianze p alla lista dei presenti. Spesso queste informazioni poi si ‘matchano’ per arrivare ad un identikit. Nei disastri in cui cade un aereo noi abbiamo una lista chiusa, ci sono i nomi dei passeggeri e questo aiuta nell’identificazione dopo l’incidente. Nel caso dell’incendio del locale in Svizzera- osserva – la situazione è più aperta, abbiamo forse il nome di chi ha prenotato il tavolo ma non di chi è entrato. Le autorità svizzere, visto il coinvolgimento di nostri connazionali, immagino che accetteranno l’aiuto di esperti italiani per accelerare tutte queste procedure e arrivare il prima possibile a dare un nome e cognome alle vittime e una risposta alle richieste dei familiari”. 

Così come sembrano raccontare le immagini immortalate nei video immediatamente precedenti alla strage, anche testimoni hanno riferito che le fiamme si sarebbero propagate in pochi secondi, dopo che una delle candeline scintillanti applicate sulle bottiglie di champagne durante un brindisi ha toccato il soffitto del locale, rivestito in materiale fonoassorbente altamente infiammabile, dando luogo alla prima fiammata che si è poi rapidamente propagata. 

Le autorità svizzere hanno parlato di un possibile flashover, un fenomeno estremamente pericoloso in cui un incendio localizzato si trasforma improvvisamente in un rogo generalizzato, con temperature altissime e accensioni simultanee dei materiali presenti. In queste condizioni, la sopravvivenza è quasi impossibile e il rischio resta elevato anche per i soccorritori. Le vie di fuga limitate nel seminterrato – dove si è consumata la strage – avrebbero quindi fatto il resto, ostacolando l’evacuazione durante la fuga dei giovanissimi. 

Restano quindi da chiarire aspetti cruciali come il rispetto delle norme di sicurezza e delle uscite di emergenza. La procuratrice generale del Canton Vallese, Beatrice Pilloud ha ricordato che la scala che conduceva al seminterrato era particolarmente stretta, un elemento che potrebbe aver complicato l’evacuazione. 

Le Constellation, noto punto di riferimento per l’après-ski e la vita notturna, secondo recensioni online presentava criticità proprio sul piano della sicurezza: una sola via di accesso e fuga nel seminterrato e un arredamento con molti elementi in legno, che avrebbe favorito la rapida propagazione delle fiamme. 

”Sembrava un film dell’orrore”. Così un testimone, Adrien, ha descritto quello che ha visto dall’esterno del locale: “Ho visto fumo, un fumo bianco, grande e molto denso” uscire dal bar Le Constellation, ha raccontato a Bfmtv. 

“Abbiamo visto le fiamme dopo cinque, dieci minuti e la gente uscire in preda al panico, rompendo le finestre, uomini sofferenti e donne con i vestiti bruciati, che piangevano, urlavano, persone che non sapevano se i loro cari fossero dentro”, ha continuato parlando di “genitori arrivare in auto a tutta velocità, preoccupati di dove fossero i loro figli” e “sembrava un film dell’orrore”. 

“In pochi secondi, l’intera discoteca è stata avvolta dalle fiamme”, le parole di Emma e Albane che si trovavano all’interno del locale quando è scoppiato l’incendio e hanno visto il soffitto “in legno” prendere fuoco. “Siamo corsi fuori tutti urlando e correndo”, hanno raccontato descrivendo ”il panico più totale”. Cadute durante la calca, hanno raccontato che “qualcuno ha rotto una finestra per far uscire la gente” e hanno confermato che i vigili del fuoco e la polizia sono arrivati nel giro di pochi minuti. 

Tra le persone colpite ci sono anche diversi italiani. Sono 19, in base alle informazioni disponibili finora, i coinvolti nell’incendio. Di questi sei sono ufficialmente dispersi, cioè sul loro conto non è disponibile al momento alcuna informazione. E’ il quadro fornito dal Ministero degli Esteri, in una nota.  

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani sarà oggi a Crans-Montana per visitare le famiglie dei connazionali rimasti coinvolti nell’incendio, che ha provocato decine di morti e feriti, e per portare la solidarietà del Governo italiano. Il quadro degli italiani coinvolti nella sciagura di Crans Montana al momento conferma in totale 19 segnalazioni, così suddivise: tre pazienti trasferiti in Italia all’ospedale Niguarda di Milano; dieci ospedalizzati (di due non c’è certezza né sulle condizioni né sull’ospedale: si attendono notizie dalle autorità svizzere); ⁠sei dispersi sui quali tuttora “non sono disponibili informazioni di nessun tipo”. 

L’ambasciatore d’Italia in Svizzera Gian Lorenzo Cornado ha anticipato che all’arrivo della delegazione del ministro Tajani a Crans le autorità svizzere (Polizia di Sion) dovrebbero condividere la situazione completa degli italiani. A ieri risultavano ancora 5 vittime da identificare (nazionalità non note) e 47 vittime totali.