(Adnkronos) – “Le parole del ministro Musumeci sono gravi e offensive. Definire i magistrati ‘killer’ non è solo un insulto gratuito, ma un tentativo di delegittimare chi ogni giorno applica la legge nell’interesse dei cittadini”. Lo afferma in una nota la giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati (Anm), in merito alle dichiarazioni del ministro per la Protezione civile. 

“Chi ricopre incarichi di governo dovrebbe misurare le parole, invece di alimentare sospetti e propaganda contro chi ha il solo compito – costituzionale – di rendere giustizia. I killer sono quelli che la magistratura italiana, in collaborazione con le forze dell’ordine, assicura alla giustizia rendendo l’Italia il Paese con il tasso di omicidi più basso dell’Unione europea – conclude l’Anm – La magistratura non è né braccio armato né strumento politico: chi la descrive così dimostra di non avere rispetto né per le istituzioni né per la verità”. 

Ieri, intervenendo a Etna Forum a Ragalna (Catania), Musumeci ha detto che “la magistratura è politicizzata. E’ sotto gli occhi di tutti. E anche la stampa svolge un ruolo importante. Il magistrato ha il compito di fare il ‘killer’ e la stampa ha il compito di darne notizia. Ci sono decine di casi di uomini e donne della politica incriminati e sbattuti in prima pagina come mostri, accusati di infamie e poi un anno o prosciolti o assolti perché il fatto non è mai stato commesso, intanto la carriera è stata distrutta”.  

“Non c’è dubbio che in questa filiera una componente essenziale sia stata certa stampa – dice – e ancora oggi quando si pubblicano estratti di atti riservati mi chiedo chi trasmette dal Palazzo di giustizia alla redazione quel documento riservato? E poi l’uso strumentale che si fa di quel documento non ha bisogno di commenti. Da cittadino l’augurio che mi faccio è che magistratura e politica ritrovino le ragioni del loro equilibrio”.