(Adnkronos) –
Donald Trump annuncia i dazi reciproci che gli Stati Uniti introdurranno nei confronti di tutti i paesi del mondo e illustra le cifre abbinate ad ogni singolo paese.
Il presidente americano, nel Rose Garden della Casa Bianca, rende note le tariffe mostrando una tabella che contiene l’elenco delle nazioni ‘colpiti’ dai provvedimenti. “Saremo gentili. Avremmo potuto introdurre dazi analoghi a quelli imposti dai singoli paesi”, dice Trump.
“Le tariffe non saranno completamente reciproche. Avrei potuto farlo, sì, ma sarebbe stato difficile per molti Paesi. Non volevamo farlo”, dice il presidente, annunciando in un primo momento che i dazi entreranno in vigore “a mezzanotte”.
La Casa Bianca però precisa che le tariffe saranno effettive tra il 5 e il 9 aprile. Sabato 5 aprile alle 6 ora italiana entreranno in vigore i dazi del 10%, mercoledì 9 aprile alla stessa ora quelli di oltre il 10% imposti sui beni importati negli Stati Uniti, tra cui quelli di Cina e Unione Europea.
Il criterio adottato dall’amministrazione Trump prevede, in linea di massima, l’adozione di dazi pari alla metà di quelli imposti dai vari paesi nei confronti di Washington. Al top spicca la Cina, che impone dazi del 67% e verrà colpita da tariffe del 34%. L’Ue impone dazi del 39% (“Ci ha derubato”), gli Usa reagiranno con tariffe del 20%. Quindi si prosegue con Vietnam (dazi del 46%), Taiwan (32%), Giappone (24%), India (26%), Corea del Sud (25%), Svizzera (31%), fino al Regno Unito: Londra è destinataria di dazi del 10%, alla pari di quelli adottati nei confronti degli Stati Uniti, perché la strategia di Trump prevede il 10% come soglia minima.
Il trattamento peggiore viene riservato a Lesotho (50%), Cambogia (49%), seguito da Laos (48%), Madagascar (47%), Vietnam, Sri Lanka e Myanmar (44%), Siria (41%). In Europa, pugno di ferro riservato a Serbia (38%), Liechtenstein (38%), Bosnia e Erzegovina (35%) e Nord Macedonia (33%).
Il tutto prevedendo anche una base minima del 10% di tariffe su tutti i prodotti stranieri. Separatamente verranno imposti dazi del 25% sulle auto prodotte all’estero.
Cina 34%;
Unione europea 20%;
Svizzera 31%;
Regno Unito 10%;
Vietnam 46%;
Taiwan 32%;
Giappone 24%;
India 26%;
Corea del Sud 25%;
Thailandia 36%;
Indonesia 32%;
Malesia 24%;
Cambogia 49%;
Sud Africa 30%;
Brasile 10%;
Bangladesh 37%;
Singapore 10%;
Israele 17%;
Filippine 17%;
Cile 10%;
Australia 10%;
Pakistan 29%;
Turchia 10%;
Sri Lanka 44%;
Colombia 10%;
Perù 10%;
Nicaragua 18%;
Norvegia 15%;
Costa Rica 10%;
Giordania 20%;
Repubblica Domenicana 10%;
Emirati Arabi 10%;
Nuova Zelanda 10%;
Argentina 10%;
Ecuador 10%;
Guatemala 10%;
Honduras 10%;
Madagascar 47%;
Myanmar 44%;
Tunisia 28%;
Kazakistan 27%.
Serbia 37%;
Egitto 10%;
Arabia Saudita 10%;
Salvador 10%;
Costa d’Avorio 21%;
Laos 48%;
Botswana 37%;
Trinidad e Tobago 10%;
Marocco 10%.