(Adnkronos) –
“E’ la nostra dichiarazione di indipendenza economica”. Donald Trump annuncia i “dazi reciproci” che gli Stati Uniti introducono “nei confronti dei paesi di tutto il mondo”. Il pacchetto comprende le tariffe del 25% su tutte le auto prodotte al di fuori degli Usa. La soglia minima dei dazi adottati nei confronti di una sessantina di paesi è del 10%. “Saremo molto gentili. Avremmo potuto adottare le stesse tariffe imposte a noi”, dice Trump snocciolando i dati nel Rose Garden della Casa Bianca.
I dazi entreranno in vigore il 5 e il 9 aprile, come precisa la Casa Bianca. Sabato alle 6 ora italiana entreranno in vigore i dazi del 10%, i più bassi, mercoledì 9 aprile alla stessa ora quelli di oltre il 10% imposti sui beni importati negli Stati Uniti, tra cui quelli di Cina e Unione Europea.
Per il giro di vite, Trump dichiara l’emergenza economica nazionale. In una nota diffusa dalla Casa Bianca, si legge che il presidente afferma che “le pratiche economiche e del commercio estero hanno creato un’emergenza nazionale e che il suo ordine impone tariffe per rafforzare la posizione economica internazionale degli Stati Uniti e proteggere i lavoratori americani”.
“La Cina impone tariffe del 67%, noi metteremo dazi del 34%. L’Unione Europea è molto dura. L’Ue, così amica, ci ha derubato così tanto… patetico… Impone dazi del 39%, la tasseremo del 20%”, dice Trump mostrando un cartello esplicativo (la tabella).
Quindi si prosegue con Vietnam (dazi del 46%), Taiwan (32%), Giappone (24%), India (26%), Corea del Sud (25%), Svizzera (31%), fino al Regno Unito (10%, alla pari). Trump elenca le compagnie che investiranno negli Usa, il lungo elenco – da Meta a Apple, da J&J a Honda e Nissan, comprende anche Stellantis: “Investiranno miliardi e miliardi, sono impegnate al 100%”.
“Tutti i presidenti, primi ministri, re, regine e ambasciatori chiameranno per chiedere esenzioni dai dazi. A loro dico di eliminare le tariffe e le barriere. Smettete di manipolare le valute”, il messaggio di Trump che invita il mondo a “comprare merce americana per miliardi”.
“E’ il Liberation Day. Il 2 aprile 2025 sarà per sempre ricordato come il giorno in cui l’industria americana è rinata, il giorno in cui cominciamo a rendere l’America ricca di nuovo. Il nostro paese e i nostri contribuenti sono stati derubati per 60 anni, ma non succederà più. E’ uno dei giorni più importanti nella storia americana, è la nostra dichiarazione di indipendenza economica”, dice Trump.
“Ora tocca a noi prosperare, con l’azione di oggi saremo in grado di rendere di nuovo l’America grande, più grande che mai: posti di lavoro e fabbriche torneranno nel nostro paese. Sarà l’età dell’oro dell’America, stiamo tornando alla grande”, le parole del presidente degli Stati Uniti. Trump fa riferimento alle barriere commerciali create da Canada, Messico, Unione Europea (“Non prende nulla di nostro”), Australia, Cina, Corea del Sud.
I provvedimenti vengono varati dopo le valutazioni del presidente e dei suoi collaboratori, con decisioni adottate – secondo i media a stelle e strisce – solo nell’immediata vigilia dell’annuncio.
“Cominceremo ad essere furbi, possiamo diventare ben più ricchi di qualsiasi altro paese. Non possiamo pagare i deficit di Messico, Canada e di tanti altri paesi. Lo abbiamo fatto, non possiamo più farlo: ci preoccupiamo di paesi in tutto il mondo, paghiamo per la loro difesa, paghiamo per qualsiasi cosa e quando vogliamo tagliare qualcosa si arrabbiano. Ora, finalmente, mettiamo l’America al primo posto”, aggiunge Trump.